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Federica Galli e le sue acqueforti

Federica Galli, cremonese, e’ nata a Soresina nel 1932.

A quattordici anni si e’ trasferita a Milano, dove ha compiuto studi regolari al Liceo Artistico ed all’Accademia di Brera.

Nel 1958, a 26 anni, le sue due prime mostre personali: a Milano ed a Cremona.
Da allora, le sue personali, in Italia ed all’estero, sono state oltre 250.
Fra le principali, quella, nel 1987, delle Trentanove Vedute di Venezia alla Fondazione Cini, all’isola di San Giorgio, a Venezia appunto, e dove nessun artista contemporaneo aveva esposto prima.

La mostra, divenuta itinerante, e’ stata successivamente trasferita al Museo Civico di Mantova (Palazzo Te), all’Accademia di Firenze, a Palazzo Sertoli di Sondrio, all’Istituto Italiano di Cultura a Londra e, nel 1992, unitamente ad una serie di acqueforti su Milano e le cascine della pianura, a Bagkok, Singapore, Seoul, Djakarta, Kuala Lampur, per un’iniziativa culturale delle Ambasciate Italiane.

In occasione del settecentocinquantesimo anniversario del viaggio di Marco Polo, sotto gli auspici del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese e dell’Ambasciata in Cina si e’ svolta a Pechino, negli Archivi della Citta’ Proibita, nel febbraio-marzo 1995, la grande mostra “Trentanove Vedute di Venezia” e “le campagne lombarde”.

In contemporanea con Pechino la medesima mostra e’ stata pure presentata (essendo cio’ possibile con le acqueforti) ad Alessandria, a Palazzo Guasco, per iniziativa dell’Amministrazione Provinciale.

Premi

Nel 1979 il Comune di Milano le ha conferito l’Ambrogino d’Oro e nel 1990 le ha organizzato, al Castello Sforzesco, una grande mostra antologica comprendente 182 acqueforti.

L’Amministrazione Provinciale di Cremona, nel 1988, le ha conferito, alla presenza di tutti i Sindaci della Provincia, una medaglia d’oro per gli alti meriti conseguiti nel campo artistico.

Il Comune di Cremona, che in precedenza le aveva assegnato il Fiorino d’Oro, nel 1989 le ha rese un “Omaggio” con una mostra al Centro Santa Maria della Pieta’.

Altre Mostre

Federica Galli ha tenuto mostre personali anche a Parigi (dove Mitterand ha acquistato un’opera per la sua collezione privata), a Basilea, Johannesburg, Toronto, Ottawa, Belgrado, Zagabria, Il Cairo, Alessandria d’Egitto, ed in altre citta’ straniere.

Federica Galli, che si dedica esclusivamente all’acquaforte, ha cominciato ad incidere la prima lastra il 2 giugno 1954; nel successivi 40 anni ne ha eseguite oltre 500.

Nel mese di ottobre 1995 ha deciso di donare tutte le sue acqueforti alla Collezione d’Arte del Comune di Milano; integrera’ le oltre 500 eseguite con tutte le altre che via via andra’ realizzando, cosicche’ Milano sara’ l’unica citta’ ad avere l’intero “corpus” di un suo artista.

… Ed ecco una memoria di Henri Focillon che, grande amatore di incisioni, scrive dell’incisione:

Perpétuel contraste de la nuit et du jour, tirant de ce contraste même tout son ascendant sur nous, elle donne à l’ombre une transparence presque sonore, à la lumière un éclat plus étrange que la lumière terrestre.

[Nota di Redazione: questo testo biografico e` stato scritto di pugno da Federica Galli appositamente per Internet, appositamente per contribuire al Progetto di Comunicazione Globale di See IT]

 

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Federica Galli was born in Soresina and spent her youth in the countryside around Cremona.

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Liberi Pensatori: Federica Galli was born in Soresina

Federica Galli was born in Soresina and spent her youth in the countryside around Cremona.

Thence wath Testori calls her “lombardita’ ” or “padanita’ “, the somehow over-whelming feeling of being born in the Lombard valley of the river Po.

What is this feeling then? It is the result of, as Federica herself remembers, “perching on the apple’s branches for hours on end, to understand trees”.

This she used to do in her childhood near Cremona.
“Understand” trees: she could not possibly have used a better word. Immersed as she was in the nature of that Lombard landscape, ready to receive, humble and curious as only a child can be, Federica filled her soul with that nature, slowly understanding it.
She could grasp the mystery of its contradictions, she could grasp its universal laws.
She could understand that the perfection of that nature was not a static, given truth, was not a state of motionless impassive beauty. Or that was not all of it…
Federica has then nature in herself, with nature she measures everything.
When in her hunts, or better her pilgrimages, she spots that tree, that farm or that ditch, it is as if she could suddenly taste the madeleine, if she could taste the Time Past.

In sheer excitement she searches in herself, in the nature which is part of herself, the remembrance and the confirmation of the inner truth that that very tree is the sign of peace she was looking for. But nature in her own blood has no dimension, no measure, it cannot be engraved on a copper plate. It needs a size to it, a measure, an excuse, a madeleine.

A few lines will then suffice, a few dots to give the memory a size, a volume.
A few lines and a few dots which only reality can provide.

Federica, who knows nature better than any of us, knows that nature can not be invented: and that its phenomena are not like the fixed rules of a well-known law.

Nature’s perfection, its absolute magnitude, reveals itself always new, unexpected, always surprising even to the artist who is its daughter and its lover.

Federica knows that if she invented a tree which did not exist she would arrogate to herself a right which is not hers, she knows that she would betray the silent oath she took caressing the apple tree’s bark.

[from: “Federica Galli – Acqueforti”, David Landau, Ed. Compagnia del disegno – Milano – oct. 1982]

 

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