Liberi pensatori: Walt Whitman

Nacque nel 1819, nel West Hill (vicino Hultington – Long Island), ma ben presto la sua famiglia si trasferì a Brooklyn. Crebbe a New York, leggendo moltissimo per conto proprio e frequentando spesso i teatri.

Lavorò principalmente come tipografo e giornalista presso alcuni periodici e giornali, ma svolse anche altre attività.

La sua poesia attuò l’ideale auspicato da Emerson d’una cultura americana autonoma, radicata nella democrazia, ed insieme esalto` le forze della natura, trasfigurandole in un mistico panteismo.

Morì il 26 Marzo 1892, nel New Jersey, all’eta` di settantadue anni.

La poesia che Vi vogliamo presentare appartiene a Foglie d’erba, l’opera fondamentale di tutta la sua vita; ne pubblico` nove edizioni successive (la prima nel 1855 e l’ultima l’anno della sua scomparsa) ampliando ogni volta la raccolta precedente.

Con la sua poesia, innovativo nella forma del verso libero, Whitman volle essere un bardo americano che parla all’uomo comune, ispirandosi alle vicende del suo paese e dando espressione alla natura e allo spirito democratico e umanitario del Nuovo Mondo.

Una raccolta di sue opere
è stata pubblicata in Italia
a cura della Mondadori

0h Capitano! Mio Capitano!

Oh Capitano! Mio Capitano!
il nostro duro viaggio è finito,
la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino,
sento le campane,
la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore,
cuore,
cuore!
gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.

0 Capitano! Mio Capitano!
alzati a sentire le campane; alzati – per te la bandiera è gettata – per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande –
per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E’ un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.

Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all’ancora sana e salva,
il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace
freddo,
morto.

Walter Whitman (he became “Walt” as part of his self-invention) was born of Quaker parentage on May 31, 1819 in West Hill (near Huntington), Long Island. He taught in various Long Island schools and worked for several newspapers, including the Brooklyn Eagle. By his mid-thirties he had still not displayed the slightest hint of his unique talent and vision. He published “Leaves of Grass” himself in 1855, and mailed a copy to Ralph Waldo Emerson, who immediately recognized the book’s unusual worth.
Whitman was enormously affected by the Civil War, and published a series of wartime poems under the title “Drum-Taps.” These poems, like many others, were eventually folded into “Leaves of Grass,” which Whitman added to throughout his life, publishing nine different editions. Known as the Good Gray Poet, by the end of his life Whitman was a tremendous literary celebrity.

Walt Whitman died on March 26, 1892 in Camden, New Jersey.

Share

Perché?

Perché?

E’ una domanda che attanaglia l’Uomo dalla notte dei tempi.

Dal 1996, noi di See, abbiamo iniziato a studiare le modifiche delle modalità di apprendimento umano causate dal’introduzione delle tecnologie multimediali. All’epoca eravamo dei pionieri nel settore delle “nuove tecnologie” rappresentate da internet e dal nascente linguaggio “html”, acronimo di Hyper Text Markup Language, linguaggio di markup utilizzato per la creazione di documenti destinati al web.

Ideammo il Progetto di Comunicazione Globale di See.it e tale progetto è cresciuto e vissuto nel corso degli anni fino ai giorni nostri. Queste stesse pagine ne fanno parte solo che adesso il nome è leggermente cambiato in quanto un paio di anni fa abbiamo venduto il nostro primo dominio (ora ne abbiamo diverse decine) www.see.it ad un network televisivo americano segno tangibile della bontà dell’intuizione che ci spinse a registrarne il nome. Adesso è il Progetto di Comunicazione Globale di See IT, dove IT rappresenta sia Information Technology sia la Sigla dell’Italia. Un infinitesimo “dot” di differenza, ma che ha un valore incommensurabile per i nostri sforzi.

Qui abbiamo deciso di rivisitare e ripubblicare molto del materiale che in questo oltre vent’anni di storia è stato creato in questo contesto, nella speranza di un sempre rinnovato interesse da parte di tutti voi che ci dedicate attenzione e impiegate il vostro tempo nei nostri Liberi Domini.

Buon tutto, in particolare ai più giovani.

Lo Staff di See

 

 

Share