Opinioni: Energia P.P.P

 

ENERGIA P.P.P.
a cura del cap. d. m. Emilio Giuliano Bacigalupo

 

 

 

Completo il “trittico energetico/informatico”, composto anche da Energia A.A.A. e da Energia N.N.N. (anch’essi qui pubblicati), con l’esperienza turistica dello scorso agosto in Romania, ove potenzialità e paradosso sembrano nodi così serrati da dover essere sciolti con una politica di progresso. Sono stato cioè testimone di sorprendenti chiaroscuri, ma mentre di tante nazioni le notizie sono dettagliate, dell’ex conquista di Roma avevo solo un eco di antichi splendori d’arte e di passati errori di regime: quindi la curiosità invita a viaggiare.

L’impatto iniziale, a parte i residui burocratici dell’accoglienza in aeroporto, é grandioso e promettente: Bucarest è costellata di opere interessanti; faraoniche quelle volute dalla megalomania degli anni ’80 e di buon gusto quelle che risalgono alle consolidate peculiarità culturali, tanto da essere citata come la piccola Parigi dell’Est. La capitale romena è un coacervo di attività e traffico, accentrando oltre il 10% della popolazione del paese; servizi e strutture sono all’altezza delle aspettative, e così sino alla storica e graziosa città di Brazov.

Andando verso nord, ancora nella pianura della Vallacchia, un tempo anche granaio di esportazione, si notano industrie e pozzi petroliferi; ma l’estrazione deve essere integrata dal petrolio della Russia, assieme al gas metano, essendo insufficienti anche le miniere di carbone.

Attraversando i Carpazi centrali iniziano le sorprese: una natura “”alpina” circonda Sinaia – non casualmente gemellata con Aosta – brillante cittadina residenziale, religiosa, artistica; vi sono acque termali ed attrezzature ricreative; il monastero è mutuato da quello del Sinai e denomina la località; prezioso e superbo è il castello/museo di Peles. Tra i monti, inoltre, saliamo sino al moderno centro sportivo di Poiana e visitiamo poi la fortezza teutonica di Bran, nota come residenza del principe Vlad Tepes, il terribile impalatore ed ispiratore del leggendario Dracula. La Transilvania richiama invece la visione dei boschi, enorme polmone ecologico della nazione; però troviamo monumenti notevoli anche in città minori come Sighisoara e Turgu Mures. Qui il palazzo delle autorità si fregia della statua romana della lupa che allatta i famosi gemelli; ma anche l’albergo é molto “datato”… come lo saranno quelli successivi nella parte settentrionale alla Romania.

Arte, ed avventura. infatti: superbe pitture e sculture – commentate da una guida romena colta e simpatica – contrapposte a servizi deplorevoli (non sembra esserci di meglio) nei ristoranti e negli alberghi. I monasteri della Bucovina, immersi in dolci paesaggi agresti intorno a Suceava, sono un patrimonio della storia religiosa e feudale in cui si fondono culto e cultura: la parentela etimologica é la radice comune del verbo latino “colere” che significa coltivare e celebrare. Coglie l’emozione al cospetto delle infinite figure colorate rappresentanti scene bibliche all’interno delle chiese ortodosse e, meraviglia dopo cinque secoli, quasi integre sull’esterno delle mura. Ma quanti nel mondo sono stati a Humor, Voronet, Moldovita, Sucevita, Dragomirna, a contemplare capolavori non inferiori a quelli del resto d’Europa ? E quanti hanno ammirato la cattedrale dei Tre Ierarchi e il palazzo dell’Università a Iasi, capoluogo della Moldavia, tanto per citare due dei magnifici edifici lungo il viale dedicato a Stefano il Grande ? Quanti hanno visto l’amore dei romeni per i giardini ? La risposta é semplice, a mio parere: pochi, per la mancanza di informazione e formazione delle autorità locali.

I responsabili devono pubblicizzare all’estero il bello e rimuovere internamente il brutto: documentare cioé con giusta dovizia le patrie attrattive, artistiche e naturalistiche, alloggiando però i visitatori in strutture decorose con personale preparato, magari plurilingue. Curiosamente, infatti, i romeni si richiamano con orgoglio alla loro discendenza latina, a quando i legionari romani impalmarono le abitanti della Dacia, e persino un albergo é dedicato a Traiano (ma le camere non ne onoravano il nome); la gente comprende abbastanza l’italiano, ma lo parla poco, ricevendo le nostre reti televisive; però nei luoghi di visita le didascalie sono in altre lingue europee.

L’assistenza del personale é spesso carente, nella forma e nella sostanza: forse dipende dal precedente dirigismo statalista. E ciò anche a Tulcea e Mamaia, dove almeno gli alloggi sono adeguati al maggior flusso turistico: rispettivamente per il fascinoso delta del Danubio, paradiso faunistico dichiarato dall’Unesco “riserva della biosfera” e per la estesa spiaggia di sabbia fine tra il Mar Nero e la laguna, regno della bioumanità …

Lupa di Roma
Turgu Mures: tra il palazzo del governo e quello della cultura, la statua della latinità, la lupa dono di Roma.

Proprio per quanto ho apprezzato di potenzialmente valido e meritevole non é paradossale rimproverare l’Ente del Turismo per l’incuria di molte strutture ricettive e per la carenza di una scuola alberghiera che offra più attenzione e cura agli stranieri, oggi dopo la rivoluzione progressista del 1989: Energia per prossimi programmi! Ultima impressione prima di lasciare la magnifica ed inesperta” Romania: la bella città di Costanza, centro storico e marittimo, con la statua che onora l’italico Ovidio e il faro che ricorda l’apporto commerciale della Repubblica di Genova.

[Bacigalupo: 23 agosto 1996]

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Questo articolo è parte di un trittico insieme a:

Opinioni: ENERGIA A.A.A.

Opinioni: Energia N.N.N.

 

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